decreto sblocca italia manutenzione straordinaria

Novità sulla manutenzione straordinaria del decreto Sblocca Italia.

Con il decreto legge del 12 settembre 2014, meglio noto come decreto “Sblocca Italia” la manutenzione straordinaria, ovvero l’80% degli interventi sul patrimonio edilizio esistente, ha subito una considerevole sferzata della regolamentazione.Vediamo in che modo.

Con l’articolo 17 il ventaglio degli interventi di manutenzione straordinaria è stato ampliato anche ad interventi di frazionamento e di accorpamento di unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico, purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso.

Questo significa che, anche per interventi di accorpamento e frazionamento, non sarà più necessaria la segnalazione certificata di inizio attività, ma basterà una semplice Comunicazione di Inizio Lavori. Ciò vuol dire che sarà possibile unire o frazionare più unità immobiliari aventi la stessa destinazione d’uso, come ad esempio due appartamenti, due negozi, due uffici, ma non si potrà fare lo stesso con unità di tipo diverso. Rimane indispensabile quindi la figura del professionista che dovrà verificare la conformità alle norme di urbanistica, antisismica e materia energetica dell’intervento che si intende realizzare e presentare tutte le documentazioni necessarie.

Attraverso la Comunicazione di Inizio Lavori l’aggiornamento catastale sarà automatico: nel momento in cui il proprietario comunicherà la fine dei lavori sarà infatti il comune a presentare all’agenzia del territorio la comunicazione di avvenuta variazione. Come per tutti gli interventi di manutenzione straordinaria, anche per accorpamenti e frazionamenti non sono previsti costi di costruzione e oneri di urbanizzazione.

La semplificazione riguarda anche la normativa riguardante le procedure di cambio destinazione d’uso, con l’introduzione del concetto di mutamento d’uso urbanisticamente rilevante, con cui si indicano le variazioni d’uso senza opere compiute all’interno della stessa categoria funzionale (residenziale, turistico-ricettiva, produttiva e direzionale).

 

 

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