Valvole termostatiche, un grado in meno in casa porta ad un risparmio del 7%

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Entro la fine del prossimo anno tutti gli immobili con riscaldamento centralizzato dovranno obbligatoriamente installare le nuove valvole termostatiche. Sarà un risparmio concreto o solo un modo subdolo che ci farà spendere di più? Scopriamolo insieme.

Dopo la carta di identità della caldaie e di tutti i sistemi di riscaldamento e climatizzazione entrata in vigore lo scorso ottobre, è ora la volta delle valvole termostatiche. Dopo Piemonte e Lombardia, entro il 31 dicembre 2016, infatti, tutti gli italiani residenti in condomini con riscaldamento centralizzato avranno il dovere di installare su ciascun termosifone della propria abitazione le valvole termostatiche con i contabilizzatori di calore. Le valvole sono meccanismi di termoregolazione che consentono di escludere automaticamente una camera una volta raggiunta la termperatura desiderata, mentre i contabilizzatori sono apparecchiature che misurano per ciascun radiatore la quantità di calore effettiamente consumato.

È chiaro il motivo alla base dell’entrata in vigore della nuova legge: contenere la spesa energetica delle abitazioni, così come previsto dal protocollo 20-20-20 che prevede una diminuzione del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020, incrementando del 20% le fonti rinnovabili di energia. Secondo quanto stimato dalla Cofely Italia si arriverà a risparmiare tra il 10% e il 30% sul combustibile complessivo usato da ogni condominio. Un bel risparmio che, tuttavia, costerà tra i 90 e i 140 euro a termosifone, compresi i costi per adeguare le pompe di circolazione dell’impianto condominiale da portata fissa a variabile. Una spesa media di circa un migliaio di euro ad appartamento, i cui benefici si raccoglieranno solo dopo sei anni!

Oltre all’ingente spesa, l’installazione delle valvole andrà a stravolgere le spese condominiali e sarà necessario modificare il regolamento che disciplina le tabelle di ripartizione. Le spese di riscaldamento andranno infatti a ripartirsi tra le unità immobiliari in proporzione ai consumi. Solo una minima parte rimarrà suddivisa secondo i millesimi, a compensazione dei costi comuni e delle eventuali dispersioni di calore.

I veri beneficiari di questa rivoluzione saranno gli abitanti dei piani intramezzi, mentre potrebbero essere penalizzati gli alloggi situati sopra le cantine o esposti a nord. Il problema vero sta nelle case sfitte o in quelle poco abitate: chi sta sempre fuori casa infatti imposta le valvole a zero, obbligando di fatto i vicini ad alzare la temperatura.

Oltre ovvviamente agli impianti autonomi, sono esclusi dall’obbligo anche tutti i condomini in cui sussistono reali impedimenti di natura tecnica, dove l’adeguamento costerebbe molto di più del reale vantaggio.

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