Debutta la «carta d’identità» degli impianti di riscaldamento e condizionamento: obbligo dalla prima verifica

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La carta d’identità nelle case degli italiani per gli impianti: caldaie, sistemi di riscaldamento, sistemi di climatizzazione, impianti solari, pompe di calore.

I dati di identità degli impianti saranno contenuti nel “libretto”, già in uso per le caldaie, e che è stato esteso a tutte le tipologie di sistemi.

Le modalità di controllo a carico dei manutentori sull’efficienza energetica dell’impianto è cambiato: il sistema diventa più stringente. Nell’auspicio che aumenti anche l’attenzione degli installatori per i checkup sulla salubrità e sicurezza degli apparati, che sono diffusi nelle case e negli uffici del Paese, dice l’esperta Maria Chiara Voci.

La normativa prevede che, secondo le scadenze di manutenzione degli impianti regolamentate dalle Regioni, via via vengano compilati i libretti. Che si affiancheranno, quando il documento è già presente, ai vecchi modelli, da conservare e da non buttare.

Il modello tipo di libretto può essere scaricato sul sito del Comitato Termotecnico Italiano (www.cti2000.it), anche nella versione a pagine singole. In alcune regioni, come Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna, sono stati predisposti modelli locali del precompilato, obbligatori per chi vive su questi territori. Tocca al proprietario dell’abitazione o all’ inquilino accertarsi che venga predisposto il libretto: nel caso dei condomini con impianto centralizzato, l’onere spetta all’amministratore. 

I controlli di efficienza delle caldaie scattano, con periodicità differenti (in genere due o quattro anni), a seconda di quanto stabilito dalla normativa regionale. Si aggiungono a quelli sulla sicurezza e salubrità dell’impianto, definiti in genere dal manutentore.
«Per scegliere a chi affidare le verifiche – prosegue Epis – un consiglio utile per gli utenti può essere chiedere in visione il modulo della Camera di Commercio, che riporta i requisiti e la professionalità del tecnico.
Per ciò che riguarda le spese, se fino ad oggi un intervento di controllo su un impianto domestico variava in media tra i 100 e i 120 euro, ora con l’aggiunta dei controlli e della sanificazione, prevista dal nuovo libretto, una famiglia con una caldaia collegata a 4 o 5 caloriferi e un impianto di climatizzazione con 2 o 3 split verrà a spendere mediamente 200 euro».
Al termine della diagnosi, il manutentore dovrà trasmettere agli enti preposti il rapporto di controllo.

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