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Arredi polifunzionali e ad alta tecnologia

Sempre un passo avanti: al Salone del Mobile di Milano, tra i tanti stimoli che la fiera catalizza, c’è anche quello – prezioso e difficile – dell’innovazione. Gli arredi che possono essere definiti innovativi si posizionano un gradino oltre le tante novità che affollano gli stand fieristici e si evidenziano per le funzioni inedite, acquisite grazie alla tecnologia applicata o generate dalla creatività dei progettisti, capaci di integrare differenti utilizzi o di proporre nuovi approcci.
La tecnologia, nella sua accezione più immediata, riporta al connubio con il digitale: il tanto celebrato Iot, Internet of things, entra anche nel mondo degli arredi, ad esempio nel tavolo Air Wildwood T di Daniele Lago, composto da due supporti in vetro trasparente e dal piano rivestito in legno; all’interno di quest’ultimo è integrato un dispositivo in grado di connettersi a una rete wi-fi per trasmettere tracce musicali in streaming e per amplificare l’audio delle chiamate telefoniche. L’utente potrà interrompere o riprendere la conversazione con un semplice tocco sulla superficie, grazie a sensori integrati. L’obiettivo di Lago è di creare un sistema di arredi che possano dialogare tra loro e con l’utilizzatore, implementandoli via via con nuove funzioni.
Se l’illuminazione all’interno degli arredi è una funzione già nota, l’azienda svizzera Usm la supera, modificando il suo celebre sistema di contenitori modulari Usm Haller affinché le fonti luminose possano essere integrate nei tubi metallici che costituiscono la struttura, ma senza il passaggio di cavi. L’evoluzione si chiama Usm Haller E e integra l’elettricità grazie a tubi, sfere e connettori metallici appositamente ideati che trasportano l’energia attraverso tutta la struttura a partire da un alimentatore posizionato sotto la base e connesso alla rete attraverso un cavo nascosto. In tal modo è possibile inserire i corpi luminosi tubolari nell’incavo dei tubi dovunque servano, per illuminare l’interno dei contenitori o per portare la luce verso la parete d’appoggio, o ancora, per creare un percorso luminoso notturno. Negli incavi dei tubi possono essere collocate anche le prese usb per la ricarica dei dispositivi. Per Usm questa innovazione è un punto di partenza che porterà alla gestione degli arredi tramite una app, a superfici che rispondono al tatto e a scenari luminosi programmabili.

Gli arredi si ridisegnano anche a partire dalla forma, che può essere innovata attraverso un processo di assimilazione di più funzioni in un unico oggetto: ne è una bella dimostrazione la libreria Bookchair, presentata da Alias e progettata dall’architetto giapponese Sou Fujimoto, tra le personalità più significative dell’architettura contemporanea. La libreria è costituita da una struttura quadrata a scaffali entro cui è tracciato il profilo di una sedia, che si può estrarre e utilizzare. Una volta reinserita nella libreria, la sedia torna a far parte del mobile, con la sua funzione di contenimento dei libri. L’oggetto nell’oggetto mette in risalto il rapporto tra l’uomo e il libro, unificando due funzioni, e permettendo al lettore di scegliere il libro ed estrarre la sedia per leggerlo. Seguendo un processo creativo similare, lo studio di design Nendo, guidato da Oki Sato, ha progettato sempre per Alias il sistema di tavolini e complementi d’arredo Flow Bowl, in cui il piano in poliuretano, rigido e geometrico, sembra quasi ‘fondersi’ in un contenitore tondeggiante. I coffee table Flow Bowl sono, quindi basi, d’appoggio, ma anche contenitori, che trovano grande forza estetica nella trasformazione da piano a contenitore.

L’innovazione, in certi casi, modifica le forme assecondando nuovi modi di vita: è il caso di Square, progetto di Bruno Fattorini per Mdf, che ha intercettato la metamorfosi in atto del mobile per la zona a giorno. L’avvento di internet e i nuovi sistemi informativi, infatti, stanno portando alla riconversione della parete attrezzata del soggiorno verso un sistema minimale utile all’esposizione di oggetti, più che al contenimento di libri, documenti o cd. Square, composto da otto elementi di forma quadrata dotati di mensole di differente profondità disposte in modo diverso, è stato progettato per modulare con facilità infinite composizioni con un segno leggero, discreto e minimale. Tutti gli elementi possono essere fissati a muro nelle quattro rotazioni principali, creando così disegni sempre nuovi, da modificare anche con la semplice rotazione.
La ricerca sui materiali e sui processi di lavorazione ha sempre un ruolo primario nel generare innovazione: la direzione va verso un alleggerimento, anche rispetto all’impatto sulle risorse del pianeta. Ed è quello che ha fatto Mdf con la sedia Flow, un progetto di Jean Marie Massaud, che ora viene presentata nella versione Eco. L’originaria scocca in policarbonato è sostituita da scocche in materia prima di origine non fossile e rinnovabile: fibra di faggio per la colorazione chiara e fibra di cocco per la colorazione scura, ancora più sostenibile poiché ricavata dal frutto della pianta, che non viene abbattuta.
Anche Kartell ha proseguito nella sua ricerca sui materiali, ampliando la famiglia inaugurata lo scorso anno con la sedia Piuma di Piero Lissoni. Quest’anno si aggiungono lo sgabello basso Piumino e quello alto, Piumone, entrambi realizzati, come Piuma, in un polimero termoplastico complesso caricato con il carbonio, che conferisce grande rigidità meccanica unita ad un’elevata leggerezza. Leggeri, quindi, ma incredibilmente resistenti rispetto al loro peso.

 

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