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Così si progettano le scuole del futuro

Maria Alessandra Segantini, che con Carlo Cappai ha fondato C+S Architects e che, in occasione dell’ultima edizione della biennale di Venezia, ha elaborato il manifesto “edu-CARE”, le definisce «le nuove piazze della città diffusa», un luogo democratico di aggregazione e d’incontro, pensato per accogliere comunità che ragionano con schemi nuovi, anche ore dopo il suono dell’ultima campanella. Michele Zini di Zpz Partners le immagina come variopinti territori, composti da pianure (i corridoi, spazi comuni e multifunzionali), da colline (le classi) fino a salire via via sulla vetta (i laboratori specializzati).
Claudio Lucchin le disegna, invece, come spazi capaci di frantumare le logiche tradizionali: dove gli spazi sono accolti nel grembo della Terra e gli arredi cambiano a seconda delle funzioni che devono ospitare. Ciascuna di queste visioni (che ha portato a diversi progetti concreti) racconta un pezzo di una storia: molti edifici scolastici, oggi, stanno cambiando pelle.
Nel Paese dove sono ancora troppi gli istituti a rischio amianto (2.400 per 350mila studenti esposti al rischio secondo dati recenti dell’Osservatorio nazionale amianto) e dove ci sono voluti mesi prima della nomina della commissione del Concorso Scuole Innovative, lanciato dal Miur per dare il via alla progettazione di 51 edifici all’avanguardia e sostenibili, crescono però anche le inaugurazioni di edifici scolastici belli, sotto l’aspetto architettonico; efficienti, sotto l’aspetto energetico; studiati a partire da un ripensamento delle funzioni, che va di pari passo con l’evoluzione dei modelli pedagogici e di insegnamento. Nuovi concept che sono stati anche l’origine del documento di linee guida per la scuola del futuro elaborato da Indire.

A cimentarsi con il tema della scuola sono in molti: nomi noti come quello di Mario Cucinella, che in Emilia Romagna ha firmato il famoso asilo nido di Guastalla realizzato da Rubner, fino ai giovani progettisti Didoné Comacchio con Mide Architetti, che con il loro Pencil Box a San Felice sul Panaro (Mo, hanno dato una risposta all’emergenza sisma.
Per citare altre, fra le ultime realizzazioni, la scuola elementare Giacomo Zanella, progettata da Giulia de Appolonia a Villafranca, in provincia di Verona, che gioca con il contrasto di colori e il Kindergarten Valdaora di Sotto di feld72, dove spicca l’elemento della naturalità.
«Ripercorrendo il passato – spiega Maria Alessandra Segantini – si scopre come la scuola abbia rappresentato per l’architettura uno dei settori di maggiore sperimentazione. Un’attenzione che, però, si era persa di vista, complice una normativa non più al passo con i tempi. C+S Architects disegna scuole per reinventare il presente e per piantare i semi di una società più equa. Abbiamo trasformato il layout convenzionale, fatto di aule e corridoi, in un nuovo modello di edificio, pensato per restare aperto ben oltre l’orario scolastico. Un luogo dove palestre, aule speciali, mense, hall e biblioteche inventano un nuovo modello di spazio pubblico a metà tra scuola e centro civico».
Un rinnovato rapporto fra aule, scuole e corridoi vive nei progetti di Zpz Partners. «I luoghi dell’insegnamento – riflette Zini – non sono più caratterizzati da un’alternanza rigida degli spazi. Le aule vanno immaginate come luoghi capovolti, vissuti dagli allievi e dagli insegnanti, che scendono dalla cattedra per lavorare in gruppo. Gli ambienti di raccordo assumono un nuovo ruolo da protagonisti e cambiano il proprio ruolo a seconda del software da utilizzare».
Una ricerca dell’Università di Salford, Uk, ha rivelato come l’ambiente sia in grado di incidere sull’apprendimento almeno quanto la capacità dei docenti. «Quando una scuola è bella, sostenibile e ben distribuita – conferma Claudio Lucchini, che fra i suoi lavori ha firmato a Bolzano la famosa scuola ipogea Hannah Arendt – allora riesce a trasmettere ai suoi allievi valori come il rispetto per l’ambiente e il territorio».
Il tema della scuola, per questo, è al centro di iniziative virtuose: a Torino sono state ben 98 per la scuola Pascoli e 177 per la Fermi le proposte presentate alla prima fase del bando della Fondazione Agnelli, con il contributo della Compagnia di San Paolo e Fondazione Ordine Architetti. Obiettivo è il ripensamento degli istituti a partire da un lavoro di ascolto di studenti e docenti. Riccione ha invece lanciato un concorso di progettazione in due fasi, con il contributo di Inarcassa, per costruire una scuola panoramica, pensata con uno sguardo alle nuove esigenze pedagogiche e Nzeb sotto l’aspetto dei consumi energetici.

 

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