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Andamento più lento per le vendite di abitazioni nel primo scorcio del 2017

E’ ancora una volta il segno più a dominare gli scambi del mercato immobiliare residenziale italiano nei primi tre mesi del 2017, seppur con un evidente ridimensionamento rispetto ai rialzi a due cifre degli ultimi trimestri. Da gennaio a marzo di quest’anno si sono mossi sul mercato quasi il 9% in più di compratori che hanno scelto di cambiare casa – il numero più consistente – o di acquistare un immobile come seconda casa o come investimento. I dati pubblicati dall’Osservatorio dell’agenzia delle Entrate, che inaugura con questa edizione una nuova metodologia di raccolta dati, registrano infatti un aumento dell’8,6% delle compravendite di abitazioni nel periodo considerato. Nel primo trimestre del 2017 sono quindi passate di mano quasi 10mila case in più rispetto all’omologo trimestre del 2016 per un totale di 122mila unità (12,8 milioni di mq).

Migliore è stato il finale del 2016, che ha visto transazioni di case in aumento del 15,2% con 146.896 unità passate di mano contro l’aumento del 17,5% del trimestre precedente (123.476 le unità vendute nel terzo quarter 2016). Nettamente più elevata è stata la crescita nei primi sei mesi dell’anno passato con aumenti delle compravendite rispettivamente del 20,7 e del 23% per il primo e il secondo quarter. Il mercato abitativo è in recupero quasi ininterrotto dal 2014, anche se i detrattori dicono che a questi ritmi non si tornerà mai ai livelli pre-crisi, quelle oltre 860mila compravendite del picco del 2006.

Questa pubblicazione dell’agenzia delle Entrate inaugura un nuovo corso dell’Osservatorio, che d’ora in poi riporterà anche le superfici vendute e un dettaglio per tipologia di abitazioni in base proprio alle dimensioni. “Questa prima nota trimestrale del 2017 inaugura non soltanto un nuovo format editoriale, ma contiene anche un mutamento sostanziale nelle procedure di estrazione, selezione ed elaborazione dei dati relativamente al numero di unità immobiliari compravendute nel periodo considerato” recita il report. Da oggi in poi gli atti di trascrizione di un atto di compravendita vengono incrociati negli archivi del Catasto acquisendo le informazioni come categoria catastale, consistenza, rendita, superficie.

Tornando al trend del mercato, stupiscono questa volta le Isole che mettono a segno il tasso di variazione più elevato, +11,9%, ma bisogna sottolineare che il numero degli scambi qui è esiguo: solo 11mila abitazioni compravendute contro le 42mila scambiate nel Nord Ovest e le quasi 23mila nel Nord Est. Al Centro il rialzo è stato prossimo all’8% con più di 25mila abitazioni scambiate e infine al Sud gli scambi sono saliti del 5,1%, superando le 21mila unità compravendute. Questa volta non si registrano differenze sostanziali tra andamento delle vendite nei comuni capoluogo e nei non capoluoghi: i rialzi sono stati pari a +8,7% nei capoluoghi e +8,6% nei comuni minori.

Nel periodo analizzato l’interesse si è concentrato su case di dimensioni comprese tra 50 mq e 85 mq con oltre il 30% degli acquisti, mentre il 27,5% degli scambi ha avuto per oggetto case tra 85 e 115 mq. Solo il 9% degli scambi ha puntato sui tagli sotto i 50 mq.

Tra le otto maggiori città i picchi di Firenze e Genova 
Tra le otto maggiori città italiane per popolazione ci sono centri che hanno messo a segno una crescita quasi doppia rispetto alla media nazionale. A Firenze sono state scambiate il 16,5% di case in più sullo stesso trimestre del 2016. A Genova il 15%. A Milano continua la crescita del mercato a tassi elevati, con un rialzo del 13,8%, mentre Roma è in linea con la media delle otto grandi città (+10% e 22.170 unità scambiate in tutto), con un rialzo del 10,2%. Ma ci sono città come Torino, Napoli e Bologna con aumenti di poco sopra il 4% mentre Venezia, fanalino di coda, si ferma a +2,3%. Nelle metropoli si sono venduti quasi 2 milioni di mq, circa il 16% del totale nazionale, con i due terzi degli scambi registrati nel segmento 50-115 mq. La superficie media delle abitazioni compravendute è più bassa a Milano e Torino, al di sotto di 90 mq, e massima, tra le grandi città, a Venezia, oltre 100 mq. Un trend che dipende dai prezzi in città e dalle disponibile economiche di chi acquista (nella città lagunare molti acquirenti sono stranieri che scelgono di avere qui la seconda o terza casa).

Come cambia il settore non residenziale. 
La novità principale per il comparto non abitativo è che la nota attuale, e così quelle future, accorpa i segmenti terziario e quello commerciale, prima distinti. Da questa prima nota trimestrale relativa all’anno 2017, oltre al dato sulle compravendite, è fornito anche il dato relativo alla quantità di superficie, espressa in mq, limitatamente ad alcune fattispecie quali Uffici, Negozi e Depositi commerciali e autorimesse. Non solo. Sono stati introdotti anche gli uffici pubblici. Il settore terziario-commerciale mostra nel primo trimestre del 2017 un incremento del numero di scambi, rispetto allo stesso trimestre 2016, superiore al 10% (il rialzo nel quarto trimestre 2016 era stato del 9%).
“Per alcune categorie, in particolare quelle del settore produttivo (aggregato sostanzialmente delle categorie catastali D/1 – opifici e D/7 – fabbricati industriali), si è ritenuto utile introdurre l’informazione sulla quantità di NTN per classe di rendita catastale. Tale informazione consente di comprendere, in prima approssimazione, quella che possiamo definire l’“importanza dimensionale relativa” delle transazioni” recita ancora il report in merito alle novità introdotte.

Completano quindi il quadro il settore produttivo – capannoni e industrie –, che mostra un rialzo degli scambi del 12,2% rispetto al primo trimestre del 2016, tasso tendenziale ridimensionato rispetto ai precedenti tre trimestri quando la crescita era andata anche oltre il 20%, e il settore delle unità immobiliari produttive connesse alle attività agricole che vede salire le compravendite del 35,4%.

 

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