La detrazione dell’affitto nella dichiarazione dei redditi

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La detrazione dell’affitto nella dichiarazione dei redditi è possibile, anzi auspicabile. E’ un motivo in più per non lasciarsi convincere a stipulare un contratto di locazione “in nero” che può non essere vantaggioso per vari motivi. Se stai cercando la casa dei tuoi sogni, se sei giovane, o devi trasferirti in una nuova città come Roma per lavoro o studio, rivolgiti ad un’agenzia immobiliare del posto, per ricevere offerte mirate ai tuoi interessi ed adeguate al tuo portafoglio, ma nel bilancio annuale che ti sei prefissato ricorda le detrazioni fiscali che avresti, diverse a seconda dei casi. Ecco una mini-guida per capire quanto ti spetta e come ottenerlo.

In quali casi si può chiedere la detrazione dell’affitto nella dichiarazione dei redditi?

Anche l’affitto della casa in cui si abita può essere portato in detrazione fiscale con la dichiarazione dei redditi, sia che si faccia un Modello 730 che uno per Persone Fisiche (PF). Il requisito fondamentale è che si tratti dell’abitazione principale del dichiarante. In caso di coniugi cointestatari del contratto d’affitto, ognuno dei 2 può avere lo sgravio fiscale, ma in misura del 50% del totale. Questo vale non solo per le dimore stabili, ma anche per casi particolari:

  • Per coloro che devono trasferirsi per motivi di lavoro
  • Per giovani dai 20 ai 30 anni
  • Per studenti che affittano una casa per il periodo degli studi universitari fuori sede. In tal caso anche il genitore che sostiene la spesa può richiedere lo sgravio fiscale
  • Per gli inquilini di alloggi sociali

Non è possibile tuttavia cumulare più detrazioni per canoni di affitto. Ovvero: se lo si chiede per l’affitto dell’immobile in cui abita tutta la famiglia, non sarà possibile farlo anche che l’appartamento in cui si va a vivere soli per  motivi di lavoro. In tal caso è facoltà del dichiarante scegliere la detrazione più conveniente.

 

A quanto ammonta la detrazione dell’affitto nella dichiarazione dei redditi?

L’importo della possibile detrazione varia a seconda dei casi e si calcola in misura forfettaria in base al reddito complessivo, alla durata della locazione ed in taluni casi anche all’età del richiedente.

La detrazione per l’affitto della propria abitazione principale, per tutti i tipi di contratto è del 19%, con un massimo di:

  • 300 euro se il reddito complessivo (comprensivo del reddito assoggettato al regime della cedolare secca) è pari o inferiore ai  15.493,71 euro;
  • 150 euro se invece è superiore a 15.493,71 euro, ma non oltre i 30.987,41.

Per i contratti di affitto stipulati con canone concordato o equo canone ci sono invece i seguenti limiti di spesa:

  • 495,80 euro se il reddito complessivo (comprensivo del reddito assoggettato al regime della cedolare secca) non supera euro 15.493,71;
  • 247,90 se supera i 15.493,71 euro, ma non i 30.987,41.

La detrazione dell’affitto per giovani e studenti fuori sede

I giovani tra i 20 ed i 30 anni hanno la possibilità di portare in detrazione l’affitto della loro abitazione principale nella misura di 991,60 euro, ma solo se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro. Spetta per 3 anni ed ovviamente non è concessa laddove la dimora coincida con quella dei genitori (o affidatari). In caso di coppia è invece ammessa anche se solo uno degli intestatari del contratto d’affito ha i requisiti d’età previsti.

Gli studenti universitari fuori sede titolari di contratto di locazione possono ottenere uno sgravio fiscale per il 19%  nel limite di 2.633 euro, a patto che il luogo di dimora sia almeno a 100 chilometri dall’abitazione abituale di residenza.

La detrazione dell’affitto per i lavoratori dipendenti costretti al trasferimento

I lavoratori dipendenti obbligati a trasferirsi per alcuni periodi in altri Comuni ( ad esempio in grandi città come Roma) hanno la possibilità di ottenere una detrazione fiscale nella seguente misura:

  • 991,60 euro se il reddito complessivo (comprensivo del reddito assoggettato al regime della cedolare secca) non supera i 15.493,71;
  • 495,80 se invece supera detta cifra, ma comunque rimane entro i 30.987,41 euro.

Il lavoratore può richiedere lo sgravio fiscale solo in caso di trasferimento della propria residenza per tre anni.

 

Come richiedere ed ottenere la detrazione dell’affitto nella dichiarazione dei redditi?

La detrazione si richiede ed ottiene (a patto che si abbiano effettivamente i requisiti) inserendo le cifre nei quadri specifici del Modello 730 o di quello per le Persone Fisiche.

E’ necessario però avere e conservare un contratto d’affitto regolarmente registrato ed allegare un’autocertificazione in cui si dichiara che l’immobile in questione è impiegato come abitazione principale ed abituale. Per i lavoratori dipendenti è importante anche il contratto di lavoro o ovviamente il CUD dell’anno in cui si richiede la detrazione.

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