Come effettuare il calcolo del canone concordato? Ma di cosa si tratta? Quando è possibile? Conviene veramente? Ecco una breve guida al canone concordato d’affitto.

Cos’è il canone concordato?

Il canone concordato è un tipo di contratto di locazione che si stipula tra due contraenti: il conduttore ed il locatore o concessionario. Come tutti i canoni d’affitto è regolato da una serie di normative ed ovviamente si inserisce in un determinato periodo di tempo, stabilito a priori. Il contratto d’affitto a canone concordato ha una validità di 3 anni +2. Ovvero dura 3 anni e si rinnova in automatico per altri 2 se non interviene la disdetta da parte di uno dei 2 contraenti. La sua particolarità sta nel fatto che la cifra da pagare per la locazione non è determinata da una libera scelta delle parti, bensì da alcune tabelle prestabilite messe a punto dai singoli comuni (e per questo diverse da città a città) con le associazioni di categoria. Di contro offre al conduttore alcune agevolazioni sulle tasse da pagare. In origine era permesso solo in città ad alta densità abitativa, ma di recente è stato reso possibile in tutti i comuni. Rimane destinato per le abitazioni e non per l’affitto di locali commerciali.

Canone concordato, come si calcola

Ogni comune con le associazioni di categoria ha redatto tabelle specifiche per calcolare il canone concordato d’affitto, con levelli minimi e massimi entro i quali si può stipulare il singolo contratto. Le tabelle che stabiliscono queste cifre fanno riferimento ad alcuni parametri come la zona, i metri quadrati dell’immobile, il numero delle persone che andranno ad abitarci ed altre variabili. Anche i criteri di calcolo sono variabili da Comune a comune, per cui la cosa più semplice che puoi fare è quella di rivolgerti ad un Caf o patronato, ad un’associazione di proprietari di immobili o meglio ancora ad un’agenzia immobiliare: un mediatore qualificato non solo saprà come fare il calcolo del canone concordato nella tua città e zona, ma potrà anche e soprattutto aiutarti a trovare un inquilino, promuovendo il tuo appartamento. Tuttavia puoi scegliere il fai-da-te. Sul sito internet del comune del tuo immobile puoi trovare gli accordi territoriali specifici completi di tabelle con i paramentri ed i fogli di calcolo, come questo del Comune di Roma . Per altri comuni puoi visitare il sito del Sunia. Dunque come si fa a calcolare il canone?
1. Individua nelle tabelle la tua zona di riferimento
2. Calcola i mq
3. Valuta le altre dotazioni (giardino, box auto, terrazzo, riscaldamento autonomo, eccetera)
Con i coefficienti trovati per ogni caratteristica potrai avere una cifra minima ed una massima al mq a cui affittare il tuo immobile.

Canone concordato, le agevolazioni fiscali

E’ vero che si tratta di un tipo di contratto più conveniente per l’affittuario che per il proprietario? In realtà avendo un limite economico entro il quale richiedere la cifra per l’affitto sicuramente il canone concordato è di solito più basso del valore di mercato. Tuttavia il conduttore può avere una serie di agevolazioni fiscali se opta per questa formula. Ad esempio se scegli il regime della cedolare secca la tassazione si abbassa al 15% , mentre nella tassazione ordinaria l’Irpef verrà calcolato solo sul 40,5% del canone. Inoltre sono possibili agevolazioni anche per l’Imu e la Tasi. Se affitti con il canone concordato, l’aliquota applicata sarà calcolata solo al 75% del suo valore.