Ricevuta d’affitto, sì, no, forse… E’ un documento spesso sottovalutato e sul quale le idee non sono ben chiare a molti inquilini e proprietari. Bisogna però prestare attenzione perché è utile ed in taluni casi obbligatoria. Ecco cosa occorre sapere al riguardo per non incorrere in errori e talvolta anche sanzioni.

A cosa serve la ricevuta d’affitto

E’ chiaro: serve a documentare l’effettivo pagamento di un canone di locazione. Averla significa per l’inquilino (o conduttore) mettersi al riparo da future ed inique richieste di saldo. Di fatto oggi si tende a pagare l’affitto con assegno o bonifico bancario, ovvero con strumenti tracciabili che mettono al riparo da questi rischi. Tuttavia se si paga in contanti è consigliato richiederla. Non tutti sanno però che serve per avere anche alcune agevolazioni, come quelle concesse dai comuni: in tali casi non basta la copia del contratto registrato come per altre tasse, per cui è importante averla e conservarla per il tempo dovuto. Certo si tratta di un onere impegnativo, soprattutto per chi vive in un monolocale e non ha spazio per riporre tanti documenti, ma è utile farlo.

E’ obbligatoria la ricevuta d’affitto?

In caso di bonifico bancario o assegno, il passaggio di denaro è certificato e questo può indurre a pensare che non serva una ricevuta di pagamento dell’affitto andato a buon fine. In realtà dipende. Se il conduttore ne ha bisogno per altri motivi oltre alla conferma della ricezione del canone da parte del proprietario, ha diritto di richiederla ed il locatario ha l’obbligo di farla.

Come si fa una ricevuta d’affitto?

Il documento va redatto all’atto ed in data del pagamento, in duplice copia. L’originale va consegnato all’inquilino, l’altra rimane al proprietario. La ricevuta d’affitto può essere fatta su un blocchetto precompilato (acquistabile a pochi euro) o scritta e stampata direttamente dal proprio pc. Non esistono clausole specifiche al riguardo.  L’importante è che contenga sempre tutte le seguenti informazioni:

  • Dati anagrafici del proprietario e dell’inquilino
  • Dati identificativi dell’immobile e del contratto d’affitto registrato (numero e data)
  • Ammontare del canone
  • Causale del versamento (ad esempio “canone mese di Luglio”)
  • Data e firma del proprietario che riceve il pagamento.

Attenzione: poiché per tutte le ricevute superiori a 77,46 euro serve applicare una marca da bollo da 2 euro, anche questa andrà applicata sul documento e conteggiata. Il proprietario ha l’obbligo di applicarla e l’inquilino di pagarla.

Dubbi ulteriori? Il tuo commercialista potrà sicuramente aiutarti a comprendere meglio, così come il professionista dell’ agenzia immobiliare a cui ti sei rivolto per affittare l’immobile che saprà darti delucidazioni anche in relazione al tipo di contratto di locazione che conviene fare.